venerdì 7 settembre 2007
giovedì 6 settembre 2007
HAMPI E I SUOI MASSI TONDEGGIANTI
Dopo uno shopping furioso in quel di Bangalore (fatto solo per adattarsi allo stile della citta' :) ) partiamo alla volta di Hampi.
Hampi dista una notte di treno da bangalore e una volta arrivati alla stazione ci aspetta un altro spostamento con taka taka di circa un ora.
Come al solito le ultime tappe sono quelle per le quali avresti voluto un po' piu' di tempo.. ma ormai il tempo stringe e ad Hampi ci e' permesso passare soltanto una notte.
Il turismo qui e' agli esordi e anche se tutti i 300 abitanti del villaggio si sono improvvisati in tuttofare e' molto piacevole passeggiare tra le strette stradine.
Il primo giorno ci siamo lanciati in una paseggiata di qualche ora tra le rovine dei vecchi Bazar.
Un tempo ad Hampi erano attivi ben 7 bazar internazionali distribuiti su una superficie di qualche km. QUello dell'oro e delle pietre preziose, quello dei tessuti ecc... Il contorno a tutto questo ben di dio sono enormi pietre tondeggianti.
Hampi e' stato eletto all'unanimita' il miglior panorama di tutto il viaggio.. spero che le foto rendano giustizia.
Hampi dista una notte di treno da bangalore e una volta arrivati alla stazione ci aspetta un altro spostamento con taka taka di circa un ora.
Come al solito le ultime tappe sono quelle per le quali avresti voluto un po' piu' di tempo.. ma ormai il tempo stringe e ad Hampi ci e' permesso passare soltanto una notte.
Il turismo qui e' agli esordi e anche se tutti i 300 abitanti del villaggio si sono improvvisati in tuttofare e' molto piacevole passeggiare tra le strette stradine.
Il primo giorno ci siamo lanciati in una paseggiata di qualche ora tra le rovine dei vecchi Bazar.
Un tempo ad Hampi erano attivi ben 7 bazar internazionali distribuiti su una superficie di qualche km. QUello dell'oro e delle pietre preziose, quello dei tessuti ecc... Il contorno a tutto questo ben di dio sono enormi pietre tondeggianti.
Hampi e' stato eletto all'unanimita' il miglior panorama di tutto il viaggio.. spero che le foto rendano giustizia.
Ps: Mentre scriviamo siamo a Munbai ormai in attesa di tornare a casa.
Durante la strada che ci ha portato nel centro citta' abbiamo assistito a scene che avremmo preferito evitar di vedere.. ma anche questa e' India.
P.P.S: Cara sorella e caro cico. Diversi acquisti sono stati fatti pensando a voi ma tutto ha un prezzo. Il prezzo che dovrete pagare voi e' qui sotto elencato e sarebbe gradito per sabato pranzo/cena.
- carbonella
- Salamelle n 2.
- fiorentina
- salsiccia al finocchio
- tanta insalata verde con pomodori
- una bottiglia di vino rosso
Tenete presente che e' un mese che mangio riso e verdure super speziate e la carne rossa la vedo solo camminare per le strade senza poterla avvicinare come vorrei.
Grazie :)
Milks
domenica 2 settembre 2007
BANGALORE
Il viaggio notturno in Autobus da Peryar a Bangalore e' stato piuttosto lungo ma siamo riusciti a dormire... la giornata di oggi ci e' un po' scivolata addosso tra verde pubblico e museo della scienza e della tecnica.
Bangalore e' quello che piu' si avvicina alla nostra cultura. Qui le ragazze hanno lasciato il sari per jeans e scarpe con il tacco. Grattacieli si alternano a piccoli templi.. Supermarket con piccole botteghe dove il proprietario deve lavorare all'esterno perche' troppo iene di robe indefinibili...
Questa forse e' la citta' dove le contraddizioni dello sviluppo indiano sono piu' evidenti... intanto pero' qui abbiamo visto il primo cestino per l'immondizia da un mese a sta parte... scusate se e' poco..
CiA! Milks
Bangalore e' quello che piu' si avvicina alla nostra cultura. Qui le ragazze hanno lasciato il sari per jeans e scarpe con il tacco. Grattacieli si alternano a piccoli templi.. Supermarket con piccole botteghe dove il proprietario deve lavorare all'esterno perche' troppo iene di robe indefinibili...
Questa forse e' la citta' dove le contraddizioni dello sviluppo indiano sono piu' evidenti... intanto pero' qui abbiamo visto il primo cestino per l'immondizia da un mese a sta parte... scusate se e' poco..
CiA! Milks
sabato 1 settembre 2007
LA GIUNGLA INDIANA
31/08/07: la sveglia suona alle 5.00. fuori e' ancora buio ma non e' questo a preoccuparci. La vera preoccupazione e' la pioggia. Qui quando piove... piove seriamente... e l'idea di fare ore di trekking sotto l'acqua non ci invoglia a mettere i piedi giu dal letto.
Una sorta di eccitazione mista a sconforto ci accompagna durante la prima ora del tragitto che ci portera' all'interno del parco naturale piu' grande del sud dell'india. Mentre la jeep inizia ad arrancare in salita la luce della mattina ci conferma le nostre preoccupazioni... niente sole, ninte asciutto, niente panorami per via della fitta nebbia. La nostra guida e' comunque molto sveglia e si sforza di avvistare qualsiasi cosa possa rinvigorire i nostri animi.. "Questo e' un baniano di 250 anni.. e' molto vecchio!" Risposta cinica del prota: " A chennai abbiamo visto il piu' grande del mondo nonche il piu' vecchio." Punto. Silenzio. Una scintilla si accende quando avvistiamo sulla strada un paio di chili di merda di elefante.. "e' fresca e' passato da poco" Iniziamo ad allungare orecchie e occhi ma la fitta nebbia ci rende impossibile ogni ulteriore emozione.
Arriviamo alla fine della prima parte del tour con all'attivo un baniano di secondaria importanza e una discreta cagata di elefante.
Siamo all'accoglienza e per proseguire dobbiamo dare il saldo. buttiamo una battuta del tipo: paghiamo solo se vediamo qualche animale" ma non viene recepita.. forse neanche il senso intrinseco cioe': ma dove caxxo ci volete portare che non si vede nulla?!?"
Presto fatto entra in un istante un indiano sui 50 piuttosto grasso con una verve che mastrota avrebbe invidiato e parte con sta filippica: "Oggi siete fortunati" (noi tre scemi ma non troppo gli scoppiamo a ridere in faccia) " e ancora "oggi avete l'occasione di vedere il parco in una perfetta giornata monsonica" a questo punto le strade erano due: prenderlo per i capelli e buttarlo con il muso nei 30 cm di fango che ci aspettavano all'esterno o sbuffare e tenere botta mantenendo quel lumicino di speranza dato dai chili di merda avvistati precedentemente.
Dopo una colazione veloce ci vestiamo pronti per il trekking. Ci vengono fornite una specie di calze molto larghe e di tessuto spesso che quasi rendono impossibile l'inserimento del piede nella scarpa... figurati a camminarci per ore... bah.. sempre piu' perplessi partiamo con la seconda parte del tour.
Fatto circa un km sulla strada ci infiliamo in una stradina, la nostra guida sparisce per qualche minuto dicendo di aspettarlo li, voleva farci credere di aver udito qualche rumore interessante ma in realta' doveva espletare altri impegni (cesso).
nell'attesa la manu si trova sul calzare un vermicello che invece di strisciare cammina sulle due estremita' e anche piuttosto velocemente. Dopo averlo schiccherato lo osserviamo e rimaniamo stupiti. Io azzardo: "e' una sanguisuga" qualcuno condivide qualcuno no. Un americano che e' con noi e' fermamente convinto che non e' una sanguisuga. Io ri-azzardo per vedere quanto e' veramente americano: prova a prenderla in mano... detto fatto ce l'ha sul dito e non riesce piu' a staccarla... fortunatamente e' piccola e dopi una trentina di secondi riesce a liberarsene.
Torna la guida e ci rassicura... no no.. qui non ce ne sono. per vederle bisogna entrare nella giungla. Perplessita'..
Tempo 10 minuti di cammino inziamo ad avere le gambe piene... le due ragazze.. manu e un' americana sbroccano piu' volte... noi maschietti troviamo subito la soluzione... quando sono a meta' gamba basta una schiccherata tipo biglie e si risolve il problema.
Il panorama resta lo stesso.. Nebbia.. sembra di passeggiare al mese di febbraio in boschina.. pioggia a tratti, freddo, super sudati per via del poncho, poca merda di elefante... la guida arriva davanti alla giungla dopo un paio ore di cammino ma ci dice: " li dentro ci sono le vere sanguisughe, visto che gia' queste piccole vi creano problemi ditemi voi se volete entrare" un po' per le ragazze sconvolte un po' per le palle che ruotavano ad elica si decide di tornare in dietro.
Arrivati al campo base sembra di trovarsi in un lazzareto.. le atre escursioni che simsono avventurate nella foresta sono di fatto scappate. Sanguisughe sulle braccia, sul collo, sulle gambe... e non quelle piccole i buchi piu' grandi erano grandi come un unghia del dito indice.
Ci guardiamo: " Ottima scelta ragazzi"
Pranzo e via con la terza parte del tour (non vi dico la voglia)
Indecisi se andare a fare il giro in barca o chiedere il rimborso della giornata alla fine optiamo per il giro in barca...
La pioggia riprende a scrosciare ancora piu' forte.. sembra che la natura ci stia mettendo alla prova...
Il paesaggio e' pero' piuttosto piacevole e pur imbarcando acqua e quindi l'ennesima dose di freddo si torna a terra pronti per concludere la giornata.
Si fa gia' il bilancio davanti a diverse tazze di te caldo... e tra tutti ci accorgiamo di non aver soddisfatto le aspettative del parco.. Il cielo si apre... solo ora...
Saliamo in jeep e la nostra guida capisce il dispiacere per l'occasione persa. Lungo la strada rallenta, spegne il motere e va a folle, le stesse cose che faceva all'andata. A un certo punto blocca la macchina scende di corsa e ci scarica letteralmente per i capelli intimandoci il silenzio.. una volta giu' ci indica verso l'alto... Una famiglia di elefanti a meno di un km in linea d'aria se ne passeggia su una parete di una montagna... Padre mandre e piccolo. Mitico!! la visuale non e' certo da national geographic ma l'emozione di vederli liberi e' indescrivibile... qualche foto e si farte contenti... la nostra guida contina a cercare... lui non ne ha abbastanza e visto il nostro entusiasmo per il primo avvistamento e riesce a farci vedere altre due famiglie di elefanti e un bisonte gigante... a circa 20 metri di distanza da noi... spaventoso... la testa era grossa come una gomma della macchina e il corpo sembrava quello di 3 mucche messo assieme... ci ha fissato per qualche secondo e poi lentamente si e' allontanato...
La giornata e' finita e il bilancio provvisorio e' stato poi sotituito dal definitivo... decisamente positivo...
Forse la natura con quella giornata ci ha messo alla prova e avedola superata ci ha premiati...
Scusate la lunghezza... Milks
Ieri a fine giornata e ancor di piu' oggi siamo contenti di aver fatto questa esperienza, ma vi assicuro che durante lo sviluppo sembrava troppo tragicomica! Ridevamo come dei cretini pure dove non c'era proprio nulla che facesse neppure sorridere!
La guida alle 5 di mattina gia' ci aveva rassicurati..anche ieri a quest'ora pioveva ma poi sole..ma dove?? La nostra giornata solo pioggia, acqua e sanguisughe!! troppe sanguisughe!! I miei compagni d'avventura son troppo coraggiosi rispetto a me, rispetto achi e' animale striscianti fobica! La prima sanguisuga fa ridere, la seconda infastidisce, la terza impensierisce e dalla qurta in poi e' un esercito che ti fa venire le crisi! Ne avevo un sacco, o comunque cosi' mi sembrava..ed era una lotta impari..io le schiccheravo ma loro tornavano..che palle..e poi perche' dovevano entrarmi nelle scarpe?!?
Cuore a mille e voglia di tornare al campo base..ah si' poi e' anndata meglio!! certooo...
Immaginate la scena..lago..barghetta verdina..6 sfigati bardati..(1 piu' di tutti che doveva remare controvento) e pioggia a gogo..ovvio tutto molto particolare..ma diciamo che se anche avessimo vissuto questa giornata in modo banale (sole, caldo, bella visuale e senza sanguisughe) non ci saremmo affatto lamentati!!
Ora rido, ma ieri qualche lacrimuccia mi voleva proprio uscire!!!
Baci mille Manu
Una sorta di eccitazione mista a sconforto ci accompagna durante la prima ora del tragitto che ci portera' all'interno del parco naturale piu' grande del sud dell'india. Mentre la jeep inizia ad arrancare in salita la luce della mattina ci conferma le nostre preoccupazioni... niente sole, ninte asciutto, niente panorami per via della fitta nebbia. La nostra guida e' comunque molto sveglia e si sforza di avvistare qualsiasi cosa possa rinvigorire i nostri animi.. "Questo e' un baniano di 250 anni.. e' molto vecchio!" Risposta cinica del prota: " A chennai abbiamo visto il piu' grande del mondo nonche il piu' vecchio." Punto. Silenzio. Una scintilla si accende quando avvistiamo sulla strada un paio di chili di merda di elefante.. "e' fresca e' passato da poco" Iniziamo ad allungare orecchie e occhi ma la fitta nebbia ci rende impossibile ogni ulteriore emozione.
Arriviamo alla fine della prima parte del tour con all'attivo un baniano di secondaria importanza e una discreta cagata di elefante.
Siamo all'accoglienza e per proseguire dobbiamo dare il saldo. buttiamo una battuta del tipo: paghiamo solo se vediamo qualche animale" ma non viene recepita.. forse neanche il senso intrinseco cioe': ma dove caxxo ci volete portare che non si vede nulla?!?"
Presto fatto entra in un istante un indiano sui 50 piuttosto grasso con una verve che mastrota avrebbe invidiato e parte con sta filippica: "Oggi siete fortunati" (noi tre scemi ma non troppo gli scoppiamo a ridere in faccia) " e ancora "oggi avete l'occasione di vedere il parco in una perfetta giornata monsonica" a questo punto le strade erano due: prenderlo per i capelli e buttarlo con il muso nei 30 cm di fango che ci aspettavano all'esterno o sbuffare e tenere botta mantenendo quel lumicino di speranza dato dai chili di merda avvistati precedentemente.
Dopo una colazione veloce ci vestiamo pronti per il trekking. Ci vengono fornite una specie di calze molto larghe e di tessuto spesso che quasi rendono impossibile l'inserimento del piede nella scarpa... figurati a camminarci per ore... bah.. sempre piu' perplessi partiamo con la seconda parte del tour.
Fatto circa un km sulla strada ci infiliamo in una stradina, la nostra guida sparisce per qualche minuto dicendo di aspettarlo li, voleva farci credere di aver udito qualche rumore interessante ma in realta' doveva espletare altri impegni (cesso).
nell'attesa la manu si trova sul calzare un vermicello che invece di strisciare cammina sulle due estremita' e anche piuttosto velocemente. Dopo averlo schiccherato lo osserviamo e rimaniamo stupiti. Io azzardo: "e' una sanguisuga" qualcuno condivide qualcuno no. Un americano che e' con noi e' fermamente convinto che non e' una sanguisuga. Io ri-azzardo per vedere quanto e' veramente americano: prova a prenderla in mano... detto fatto ce l'ha sul dito e non riesce piu' a staccarla... fortunatamente e' piccola e dopi una trentina di secondi riesce a liberarsene.
Torna la guida e ci rassicura... no no.. qui non ce ne sono. per vederle bisogna entrare nella giungla. Perplessita'..
Tempo 10 minuti di cammino inziamo ad avere le gambe piene... le due ragazze.. manu e un' americana sbroccano piu' volte... noi maschietti troviamo subito la soluzione... quando sono a meta' gamba basta una schiccherata tipo biglie e si risolve il problema.
Il panorama resta lo stesso.. Nebbia.. sembra di passeggiare al mese di febbraio in boschina.. pioggia a tratti, freddo, super sudati per via del poncho, poca merda di elefante... la guida arriva davanti alla giungla dopo un paio ore di cammino ma ci dice: " li dentro ci sono le vere sanguisughe, visto che gia' queste piccole vi creano problemi ditemi voi se volete entrare" un po' per le ragazze sconvolte un po' per le palle che ruotavano ad elica si decide di tornare in dietro.
Arrivati al campo base sembra di trovarsi in un lazzareto.. le atre escursioni che simsono avventurate nella foresta sono di fatto scappate. Sanguisughe sulle braccia, sul collo, sulle gambe... e non quelle piccole i buchi piu' grandi erano grandi come un unghia del dito indice.
Ci guardiamo: " Ottima scelta ragazzi"
Pranzo e via con la terza parte del tour (non vi dico la voglia)
Indecisi se andare a fare il giro in barca o chiedere il rimborso della giornata alla fine optiamo per il giro in barca...
La pioggia riprende a scrosciare ancora piu' forte.. sembra che la natura ci stia mettendo alla prova...
Il paesaggio e' pero' piuttosto piacevole e pur imbarcando acqua e quindi l'ennesima dose di freddo si torna a terra pronti per concludere la giornata.
Si fa gia' il bilancio davanti a diverse tazze di te caldo... e tra tutti ci accorgiamo di non aver soddisfatto le aspettative del parco.. Il cielo si apre... solo ora...
Saliamo in jeep e la nostra guida capisce il dispiacere per l'occasione persa. Lungo la strada rallenta, spegne il motere e va a folle, le stesse cose che faceva all'andata. A un certo punto blocca la macchina scende di corsa e ci scarica letteralmente per i capelli intimandoci il silenzio.. una volta giu' ci indica verso l'alto... Una famiglia di elefanti a meno di un km in linea d'aria se ne passeggia su una parete di una montagna... Padre mandre e piccolo. Mitico!! la visuale non e' certo da national geographic ma l'emozione di vederli liberi e' indescrivibile... qualche foto e si farte contenti... la nostra guida contina a cercare... lui non ne ha abbastanza e visto il nostro entusiasmo per il primo avvistamento e riesce a farci vedere altre due famiglie di elefanti e un bisonte gigante... a circa 20 metri di distanza da noi... spaventoso... la testa era grossa come una gomma della macchina e il corpo sembrava quello di 3 mucche messo assieme... ci ha fissato per qualche secondo e poi lentamente si e' allontanato...
La giornata e' finita e il bilancio provvisorio e' stato poi sotituito dal definitivo... decisamente positivo...
Forse la natura con quella giornata ci ha messo alla prova e avedola superata ci ha premiati...
Scusate la lunghezza... Milks
Ieri a fine giornata e ancor di piu' oggi siamo contenti di aver fatto questa esperienza, ma vi assicuro che durante lo sviluppo sembrava troppo tragicomica! Ridevamo come dei cretini pure dove non c'era proprio nulla che facesse neppure sorridere!
La guida alle 5 di mattina gia' ci aveva rassicurati..anche ieri a quest'ora pioveva ma poi sole..ma dove?? La nostra giornata solo pioggia, acqua e sanguisughe!! troppe sanguisughe!! I miei compagni d'avventura son troppo coraggiosi rispetto a me, rispetto achi e' animale striscianti fobica! La prima sanguisuga fa ridere, la seconda infastidisce, la terza impensierisce e dalla qurta in poi e' un esercito che ti fa venire le crisi! Ne avevo un sacco, o comunque cosi' mi sembrava..ed era una lotta impari..io le schiccheravo ma loro tornavano..che palle..e poi perche' dovevano entrarmi nelle scarpe?!?
Cuore a mille e voglia di tornare al campo base..ah si' poi e' anndata meglio!! certooo...
Immaginate la scena..lago..barghetta verdina..6 sfigati bardati..(1 piu' di tutti che doveva remare controvento) e pioggia a gogo..ovvio tutto molto particolare..ma diciamo che se anche avessimo vissuto questa giornata in modo banale (sole, caldo, bella visuale e senza sanguisughe) non ci saremmo affatto lamentati!!
Ora rido, ma ieri qualche lacrimuccia mi voleva proprio uscire!!!
Baci mille Manu
giovedì 30 agosto 2007
CINGHIALI E MASCHERE
Il concetto di sicurezza in india e' facilmente associabile allo stile di guida... l'ultimo viaggio affrontato allepey-Peryar e' stato a dir poco devastante.. il bus sfrecciava su strade di motagna come se fosse una mini preparata da gara... peccato che ogni tanto stringeva troppo e prendeva dentro le rocce sul ciglio...
a parte questo ieri siamo arrivati e abbiamo assistito ad uno spettacolo di danza-folkloristica-teatrale-improvvisazione e chi piu' ne ha piu' ne metta... molto interessante l'introduzione che per chi era attento e non reduce da un viaggio come il nostro avrebbe fornito le chiavi per comprendere il linguaggio dei gesti e delle espressioni dei due attori.. pur non essendo riusciti a comprendere nella totalita' l'insieme e' parso quanto meno curioso e affascinante... una sorta di franco e ciccio miscelati a bombolo e gimmi il fenomeno..
a voi le foto..
Il rientro in albergo e' stato un po' difficoltoso per via di due cinghiali che hanno deciso di fermarsi sul sentiero che portava alla nostra "casa sull'albero"... non vi dico il ridere quando ad ogni tentativo di avvicinamento corrispondeva un grugnito infastidito... alla fine abbiamo recuperato un autoctono e ci siamo fatti accompagnare facendo una misera figura dato che tornati sul posto i due se ne erano andati... (con tanto di crisi di nervi della manu che ha pronunciato frignando: " io qui neanche ci volevo venire!!")
Saluti a tutti... Milks
a parte questo ieri siamo arrivati e abbiamo assistito ad uno spettacolo di danza-folkloristica-teatrale-improvvisazione e chi piu' ne ha piu' ne metta... molto interessante l'introduzione che per chi era attento e non reduce da un viaggio come il nostro avrebbe fornito le chiavi per comprendere il linguaggio dei gesti e delle espressioni dei due attori.. pur non essendo riusciti a comprendere nella totalita' l'insieme e' parso quanto meno curioso e affascinante... una sorta di franco e ciccio miscelati a bombolo e gimmi il fenomeno..
a voi le foto..
Il rientro in albergo e' stato un po' difficoltoso per via di due cinghiali che hanno deciso di fermarsi sul sentiero che portava alla nostra "casa sull'albero"... non vi dico il ridere quando ad ogni tentativo di avvicinamento corrispondeva un grugnito infastidito... alla fine abbiamo recuperato un autoctono e ci siamo fatti accompagnare facendo una misera figura dato che tornati sul posto i due se ne erano andati... (con tanto di crisi di nervi della manu che ha pronunciato frignando: " io qui neanche ci volevo venire!!")
Saluti a tutti... Milks
HAPPY ONAM!
Il 27 Agosto si e' conclusa la settimana di festa piu' importante dello stato del Kerala. Non so spiegarvi esattamente l'origine di questo festeggiamento, provate a chiederlo alla manu che sostiene di saperlo... a noi non e' riuscita ancora a spiegarlo... ma vi assicuro che lo sa.
Per un mese ci siamo arrovellati i tre sfaticati cervelli per capire dove sarebbe stato meglio trovarsi il giorno 27, per vedere le pompose cerimonie e finalmente qualche indiano con la faccia sorridente. Cosa avranno escogitato le nostre menti malate!?!?!?
Ovviamente siamo finiti in mezzo alle piantagioni di riso ad un,ora di barca dalla prima anima viva... ma le sorprese non sono mancate.
Avevamo capito dagli sguardi perplessi del nostro equipaggio che scegliere il giorno della festa nazionale per prendere la barca non era una delle idee migliori... l'ingegno indiano ha comunque trovato una brillante e geniale soluzione: il nostro capitano ha abilmente e silenziosamente deviato il nostro percorso a casa dei suoi parenti ormeggiando l'imbarcazione di fronte a suo zio... cosi, mentre noi dormvamo, lui ha invitato tutti per un party sulla nostra barca e ci hanno finito le birre!! Un'altra mezza bottiglia, in verita', l-avevamo gia' regalata noi ad un gruppo di ragazzini che stavano sboccando proprio di fianco al nostro uscio...
Consapevoli del fatto che tutto il mondo e' paese (e quindi shiva o non shiva anche qua la gente di ubriaca di brutto) il giorno dopo ci siamo fatti trascinare da un gruppo di bambini a pranzare a casa loro con il tipico pranzo delle feste... HAPPY ONAM!
Per un mese ci siamo arrovellati i tre sfaticati cervelli per capire dove sarebbe stato meglio trovarsi il giorno 27, per vedere le pompose cerimonie e finalmente qualche indiano con la faccia sorridente. Cosa avranno escogitato le nostre menti malate!?!?!?
Ovviamente siamo finiti in mezzo alle piantagioni di riso ad un,ora di barca dalla prima anima viva... ma le sorprese non sono mancate.
Avevamo capito dagli sguardi perplessi del nostro equipaggio che scegliere il giorno della festa nazionale per prendere la barca non era una delle idee migliori... l'ingegno indiano ha comunque trovato una brillante e geniale soluzione: il nostro capitano ha abilmente e silenziosamente deviato il nostro percorso a casa dei suoi parenti ormeggiando l'imbarcazione di fronte a suo zio... cosi, mentre noi dormvamo, lui ha invitato tutti per un party sulla nostra barca e ci hanno finito le birre!! Un'altra mezza bottiglia, in verita', l-avevamo gia' regalata noi ad un gruppo di ragazzini che stavano sboccando proprio di fianco al nostro uscio...
Consapevoli del fatto che tutto il mondo e' paese (e quindi shiva o non shiva anche qua la gente di ubriaca di brutto) il giorno dopo ci siamo fatti trascinare da un gruppo di bambini a pranzare a casa loro con il tipico pranzo delle feste... HAPPY ONAM!
LA FAMIGLIA MANGIASABBIA
Il nonno avra' piu' o meno 40 anni, e' magrissimo e c'ha un ciuffo di peli bianchi sul petto. E' lui che, visto l'entusiasmo dei nipotini che ci trascinano tra i canali per farsi fotografare, decide di invitarci a pranzo. Lui parla poco, al massimo fuma e sorride. Tipico del saggio del villaggio.
La famiglia e' numerosissima, e gli intrecci numerosi anch'essi, figli, nipoti, cugini ibridi e non...
comincia la sfilza dei nomi (tra di loro c'e' anche un giorgio!!!), si pranza in un misto di imbarazzo reciproco e sorrisi solidali. Discorsi un po' impacciati, ma sinceri.
Kikki (padre sud indiano e madre tibetana) stuadia inglese al college, e' lei che tiene le redini della situazione, l'unica che parla come noi e come la famiglia insieme. Dopo pranzo ci mostra l'album delle fotografie della sorella (25 anni e 3 figli, un marito che lavora in Kuwait), dove e' ritratta il giorno del matrimonio con abito cristiano e indiano assieme.... ricomincia la sfilza delle presentazioni del parentato, nomi che sembrano tutti uguali... facce che sembrano tutte uguali... ma questo qui non e' Giorgio!?! no, lui e' il marito di Giorgie!.... aaaaahhhhh...
E i bambini? dormono tutti dopo il troppo giocare.... e noi? adesso andiamo, che la barca ci aspetta.
Foto collettiva! ciao famiglia mangiasabbia...
yo PROTA
BACKWATERS.. e vita da nababbi...
Arrivati al porto di Allepay diverse strade ci avrebbero permesso di ammirare il paesaggio sconfinato delle backwaters... il tipico traghetto con la massa di turisti indiani tra l'altro noti per il rispetto degli spazi vitali altrui, la canoa con cui vedere un paio di km nelle vicinanze del porto o la MAXI BARCA TIPICA DA RICCHI INDIANI IN STILE PORTO CERVO (almeno ci provano)
Quale abbiamo scelto? le foto parleranno da sole...
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